venerdì 14 novembre 2014

Percezioni

L’Intrusa cadde in ginocchio. Con il waka appoggiato in grembo attese che il male si manifestasse.

Tre uomini apparvero sulla soglia della Fucina. Due di loro indossavano vestiti da lavoro sporchi e trasandati, avevano mani e volti sudici come se fossero sbucati direttamente dal sottosuolo mentre il terzo, magrissimo e di un'altezza anomala rispetto non solo agli altri due ma anche agli uomini di Tefuquà, giganteggiava come una deforme ombra nera. Neri erano infatti i pantaloni e la mantella che gli ricopriva interamente busto e braccia scendendo fino alle ginocchia, neri i capelli che cadevano dritti a metà schiena, neri il cappello ed il fazzoletto rialzato come bavero che gli nascondevano il viso.
I suoi due compagni, senza osare guardarlo ma come tacitamente in accordo, si diressero verso l’individuo rozzo che aveva insultato Mava poco tempo prima e si sedettero al suo tavolo mentre quest’ultimo, seppur conscio dell’arrivo dei tre, continuò a sorseggiare la zuppa a testa bassa.
Nella sala il chiacchiericcio era stato come risucchiato da un vortice apertosi con l’arrivo dell’Ombra.  Il silenzio denso serrava le gole e faceva pulsare le tempie; ogni volto irrigidito era diretto all’angosciante sagoma nera apparsa dal nulla.
L’uomo andò verso Mava, i suoi passi erano così leggeri che sembrava sfiorare appena il pavimento; giunto dinanzi a lei lo colse un attimo di esitazione quando, sollevando il capo, catturò i suoi occhi. Non pareva intimorito quanto piuttosto sorpreso per essersi imbattuto nell’inaspettato.
La padrona della Fucina conosceva chi le stava di fronte, lo aveva capito immediatamente non perché lo avesse già incontrato ma perché la propria anima era stata preparata a quell’incontro prima che il proprio corpo nascesse.
Quante erano le energie che gli uomini non conoscevano…
Con un solo gesto assolutamente imprevisto che, nemmeno egli stesso aveva progettato prima di vedere Mava, l’oscuro individuo si tolse il cappello ed abbassò il fazzoletto lasciando il viso scoperto di fronte agli occhi terrorizzati di tutti i presenti.

La sola padrona della Fucina non venne scossa dalla visione.

giovedì 16 ottobre 2014

TELEGIORNALE CASALINGO

Rosa: “Non mi stupirei se al prossimo giro, dopo la Tasi, i comuni mandassero una busta bianca ad ogni cittadino per invitare ad una libera offerta”.
Ginoria: “Già, per sponsorizzare i non servizi che già sponsorizziamo con Tari, Tasi, Imu, Pimpo e Lalla”.
Rina: “Dentro ci sarebbe un cartoncino bianco che in preda ai bruciori delle nostre ulcere mostrerebbe la scritta in inchiostro simpatico: Vi preghiamo liberamente di contribuire a che la vostra casa rimanga dov’è, insieme alla macchina e ad ogni altro vostro bene materiale. Noi lottiamo ogni giorno per preservarli salvo in caso di riprovevoli inadempienze. Grazie per la vostra libera offerta”.
Rosa: “D’altronde con i tagli dello stato agli enti locali… E’ chiaro che poi ci vanno di mezzo i cittadini… ”.
Rina: “Ebbene sì. Una volta fatto il giro delle autorità e compagnia bella, a rimanere con le toppe alle chiappe siamo noi. A chi tagliamo noi?”.
Ginoria: “Ah! Io alla pedicure. Mi duole dirlo ma non posso far fronte anche a quella spesa”.
Io: “Chissà su chi taglia lei, la pedicure dico”.
Nella: “Sull’asilo nido. Tanto dice che i bambini tornano sempre intrisi di germi e fanno ammalare tutti gli altri membri della famiglia. Ora li lascia alla suocera tutto il giorno”.
Rina: “Poveraccia! E lei su chi taglierà?”.
Ginoria: “Sicuramente sul marito, non gli permetterà più di andare al bar”.
Io: “Eppure con la spending review… ”.
Nella: “Sì ma lo spread cresce”.
Rosa: “Insieme ad inflazione e disoccupazione”.
Ginoria: “Le borse crollano, pensare che lo diceva già Marisa Laurito nell’89 a Sanremo”.
Io: “Magari con la nuova manovra economica… ”.
Rina: “Sempre che venga approvata dall’Europa”.
Ginoria: “Sennò via di multa”.
Rina: “E indovina chi paga?”
Nella: “Forse dovremmo fare come quelle là che vanno a protestare nelle piazze a seno nudo”.
Io: “Chissà perché a seno nudo”
Rina: “Per attirare l’attenzione no? Altrimenti chi farebbe caso ad una protesta al giorno d’oggi?”.
Rosa: “Verissimo, per me attirerebbero più l’attenzione due vestite in Chanel o Gucci”.
Ginoria: “Parole sante. Basta avere delle Jimmy Choo ai piedi e sei già degna di attenzione”.
Io: “Brava! Con quelle sarei stata invitata anch’io al matrimonio di Clooney”.
Rina: “Ah! Di certo ed i giornalisti avrebbero già imbastito la trama della tua vita, figlia di benestanti, imparentati a George per linea materna, cugini di un senatore di origini italiane… ”.
Nella: “Che matrimonio però!”. Soffiando sull’alluce fresco di smalto.
Rosa: “Sì, intimo nella ristretta cerchia della diretta mondiale”.
Tonfo di borse.
La signora Mirka è sulla soglia con un’espressione estasiata.
“Anche voi guardate Il Segreto?”.




venerdì 3 ottobre 2014

ITALY IN A DAY

Meravigliosamente gente.
Lo scorso sabato ho guardato il film di Gabriele Salvatores, realizzato unendo i filmati che le persone, la gente comune ha inviato quasi un anno fa, il 26 ottobre.
Non sono riuscita a muovermi per tutta la durata della messa in onda, gioendo dell’assenza di interruzioni pubblicitarie. Stravaccata in diagonale sul letto per quasi due ore ho condiviso le vite di altre persone.
Speciale era il pensiero di non guardare un film in cui i personaggi erano interpretati da attori né, per la stessa ragione, di assistere ad uno spettacolo teatrale. Speciale era il pensiero che in quel momento io stessi entrando nelle case di persone sconosciute, nelle loro confidenze, nei loro affetti, nei loro guai.
Spesso scrivo dei piccoli grandi problemi delle nostre vite frenetiche, del come far tutto ciò che la vita impone, impegni, lavoro quando c’è, ricerca del lavoro quando non c’è. E quando scrivo, solitamente, è ai miei problemi a cui penso ben sapendo che sono gli stessi per tutti, almeno per la maggioranza delle persone. Quando parlo di affetti, il pensiero è rivolto ai miei familiari e agli amici. Certo, perché la mia è una vita comune, come quella di tutti.
Finché non entri in casa delle persone e la constatazione passa dalla sfera dell’astratto a quella del concreto.
La gente vive, come me. Si alza al mattino, svegliata da un bacio, una carezza, un figlio o da nulla, eccetto che dal nuovo giorno. Va a scuola, al lavoro, a correre, a cercare lavoro, ad aspettare la svolta della vita.
Le persone hanno paura, di se stesse, della solitudine, del dolore.
Amano. Il genitore anziano che non ricorda più il loro nome, il fidanzato, la fidanzata, i figli, la nuova sorellina.
E la paura, l’affetto, l’amore diventano all’improvviso: nostri.
Ti ricordi che sono sentimenti e come tali appartengono ad altre persone, non solo a te. Tutto è unico ma universale, personale ma condivisibile.
Per un momento l’ho ricordato e mi ha fatto bene.









sabato 27 settembre 2014

Leggimi!

Sara vive in Svezia ed è appassionata di libri che considera i suoi veri amici, sostenitori, compagni di viaggio e di riposo, custodi dei propri stati d’animo. E’ così per lei certo ma Sara è convinta che per ognuno esista un libro specifico. Un libro personale che attende di essere trovato e letto.
Nemmeno a dirlo la ragazza lavora in una libreria, ops! Lavorava. Dopo la chiusura del negozio, si ritrova con molto tempo a disposizione per  leggere naturalmente e per discutere di libri con un’amica di penna più anziana di lei. Una dolce signora americana, Amy, con la quale condivide la propria passione ed il proprio stile di vita librereccio.
Le due donne, di generazioni così diverse, ricamano sulla carta da lettere la propria amicizia fatta di confidenze, ricordi e consigli letterari, finché Amy invita la giovane Sara nella cittadina di Broken Wheel per mostrarle di persona il proprio mondo e rendere reale ciò che fino ad allora era stato affidato al potere delle parole.
Sara accetta con entusiasmo e dalla Svezia parte per l’America. L’arrivo non è dei più felici, una brutta sorpresa aspetta la ragazza che viene risucchiata nel vortice delle vite più o meno tormentate degli abitanti di Broken Wheel.
Sara timida e schiva, asociale per dirla tutta, si ritrova al centro dell’interesse di un’intera cittadina. Ma il fatto di essere stata strappata al proprio universo personale, in cui le stelle corrispondono a pagine e pagine di libri, gioca a suo favore poiché smuove lentamente un’intraprendenza inaspettata.
La sua uscita dal letargo letterario è trainato da nuove amicizie, solidarietà e sentimenti sorprendenti.
Una favola leggera, a tratti caramellosa ed improbabile ma dal profumo invitante che non si può ignorare anche perché alla fine della lettura ci si sente piacevolmente sazi, con la voglia di sognare e magari di realizzare qualcosa rimasto lì, nell’elenco dei desideri ma trascurato poiché dopotutto è solo uno sfizio e con tante cose più urgenti a cui pensare…
Buona lettura!

Dettagli prodotto


“La lettrice che partì inseguendo un lieto fine”, Katarina Bivald, Sperling

giovedì 24 luglio 2014

Siamo a posto

Rina è arrivata trafelata e sconvolta per due notizie shock.
Stava leggendo la sua rivista settimanale preferita (Tu Style Magazine) quando:
1° Ha saputo che molte ragazze sudcoreane decidono di sottoporsi ad interventi di chirurgia plastica per avere fattezze simili a quelle dei personaggi Manga. Gli sconvolgenti effetti sono quelli di risultare tutte molto simili e di essere stoppate ai posti di frontiera dove l'immagine offerta non corrisponde più a quella immortalata nella fotografia sul passaporto.
Discussione seguita:
"Io mi rifarei solo il naso. Mi accontento. Però dovrebbe essere come quello di Nicole Kidman. IDENTICO a quello girato nel film Giorni di Tuono" dichiara Nella.
"Guarda che il suo naso è sempre lo stesso. Non è mica rifatto come le labbra " commenta Ginoria.
"Appunto, lo voglio così però accompagnato dai capelli rossi riccioluti".
"Beh, allora ti ci vogliono anche trapianto e permanente" consiglia Rosa.
"Io piuttosto opterei per una riduzione delle tette" prosegue sempre Rosa e noi la guardiamo come si può guardare qualcuno a cui sono state consegnate le chiavi di una villa faraonica che rifiuta in favore di una lettiera per gatti.
"Ragazze se aveste idea della manutenzione necessaria per conservarle, mi capireste". Sarà. Ci piacerebbe averne appunto un'idea.
2° Molti vip americani hanno optato per un tipo di alimentazione alternativa. Al bando mani, posate, masticazione e deglutizione, meglio una sana flebo. Direttamente in vena tutte le sostanze nutritive necessarie alla sopravvivenza e poi via di selfie a testimoniare l'ideona. Il nuovo trend? Il flebo party.
Discussione seguita:
Silenzio.
Trenta minuti dopo.
"E' un bene non disporre di grandi somme di denaro" commenta Nella.
"Essere sconosciuti e anonimi, che sollievo" aggiungo io.
Insieme di voci:
"Cucinare in pentole, servire a tavola, sgranocchiare davanti alla tv, cenare da Joe Padella... ".
"Davvero... davvero... davvero i vip non riescono ad immaginare altri modi di spendere i loro soldi?!".
Ci alziamo tutte per preparare una sana merenda e mentre siamo intente a spalmare nutella su crackers e fette di pane tostato...
"Amo le mie scialbe tettone!" sventola una voce sopra le altre.