lunedì 25 agosto 2014

Bellezza italiana

Liguria








giovedì 24 luglio 2014

Siamo a posto

Rina è arrivata trafelata e sconvolta per due notizie shock.
Stava leggendo la sua rivista settimanale preferita (Tu Style Magazine) quando:
1° Ha saputo che molte ragazze sudcoreane decidono di sottoporsi ad interventi di chirurgia plastica per avere fattezze simili a quelle dei personaggi Manga. Gli sconvolgenti effetti sono quelli di risultare tutte molto simili e di essere stoppate ai posti di frontiera dove l'immagine offerta non corrisponde più a quella immortalata nella fotografia sul passaporto.
Discussione seguita:
"Io mi rifarei solo il naso. Mi accontento. Però dovrebbe essere come quello di Nicole Kidman. IDENTICO a quello girato nel film Giorni di Tuono" dichiara Nella.
"Guarda che il suo naso è sempre lo stesso. Non è mica rifatto come le labbra " commenta Ginoria.
"Appunto, lo voglio così però accompagnato dai capelli rossi riccioluti".
"Beh, allora ti ci vogliono anche trapianto e permanente" consiglia Rosa.
"Io piuttosto opterei per una riduzione delle tette" prosegue sempre Rosa e noi la guardiamo come si può guardare qualcuno a cui sono state consegnate le chiavi di una villa faraonica che rifiuta in favore di una lettiera per gatti.
"Ragazze se aveste idea della manutenzione necessaria per conservarle, mi capireste". Sarà. Ci piacerebbe averne appunto un'idea.
2° Molti vip americani hanno optato per un tipo di alimentazione alternativa. Al bando mani, posate, masticazione e deglutizione, meglio una sana flebo. Direttamente in vena tutte le sostanze nutritive necessarie alla sopravvivenza e poi via di selfie a testimoniare l'ideona. Il nuovo trend? Il flebo party.
Discussione seguita:
Silenzio.
Trenta minuti dopo.
"E' un bene non disporre di grandi somme di denaro" commenta Nella.
"Essere sconosciuti e anonimi, che sollievo" aggiungo io.
Insieme di voci:
"Cucinare in pentole, servire a tavola, sgranocchiare davanti alla tv, cenare da Joe Padella... ".
"Davvero... davvero... davvero i vip non riescono ad immaginare altri modi di spendere i loro soldi?!".
Ci alziamo tutte per preparare una sana merenda e mentre siamo intente a spalmare nutella su crackers e fette di pane tostato...
"Amo le mie scialbe tettone!" sventola una voce sopra le altre.

giovedì 19 giugno 2014

A ciascuno la propria.. dieta

Estate estate. Sole, profumi, vacanze e, qui si spegne l’esibizione dentistica del sorrisone, prova costume.
Io e le mie amiche abbiamo un patto per cui, ogni inizio di giugno, dobbiamo depositare le forchette e ragionare con onestà sull'anno alimentare precedente.
“Io Rosa ammetto di aver ceduto al vassoietto di paste del pranzo domenicale… al lunedì (l’inizio settimana altrimenti sarebbe davvero troppo troppo tragico), al venerdì (dopotutto il weekend è iniziato) ed ogni volta che mi sono sentita un tantino giù (sono giù anche ora)”.
“Io Ginoria, ammetto di essermi concessa qualche fetta di prosciutto di troppo e… mortadella, salame, speck dentro a saltuari panini nei (tutti) giorni lavorativi. Niente però alla domenica. Lì solo pasta”.
“Io Rina ammetto di non aver perso un happy hour da Natale in poi”.
“Io Nella ammetto di aver ecceduto con i salatini che mi concedo rigidamente, una sera sì ed una no. Però resto vegetariana… tranne per le braciole”.
“Io (proprio io) ammetto di non aver saputo rinunciare al dolcetto dopo pasto, tutti i pasti… però mangio tanta insalata… dopo la pizza e prima del gelato”.
Insomma, a questo punto dell’anno, il punto è rimettersi in forma. Ci sarebbe da pensare prima al colesterolo ma siamo tutte unite nel ritenere che un giro coscia più stretto farebbe miracoli per l’autostima e conseguentemente anche per il colesterolo.
Qualcuno si starà chiedendo perché approdare a giugno prima di decidersi a rimettersi in forma ma la risposta è semplice, l’inquinamento ambientale ha causato drastici cambiamenti climatici per cui le temperature accettabili, vale a dire da costume da bagno, non arrivano prima di giugno e talvolta nemmeno a giugno. Perché tormentare il corpo ed anche la psiche prima di quanto non sia obbligatoriamente necessario? Senza contare che potrebbe esservi una glaciazione ed allora i cuscinetti di adipe potrebbero tornare utili ai fini della sopravvivenza.
Dunque:
Rosa ha deciso di tentare la dieta delle proteine e ha cominciato a mangiare petti di pollo e uova strapazzate a colazione.
Ginoria si è buttata nella dieta del gruppo sanguigno ed ora viaggia con il vocabolario nella borsa poiché si trova continuamente di fronte all’arcano: topinambur, kasha, meraviglie di Venezia.
Rina, la solita estremista, ha optato per la dieta vegana… i turpiloqui sono quadruplicati. Ieri ha tirato il volume Super Vegans in testa alla sua collega che stava amoreggiando con un piatto di carbonara.
Nella sta simpatizzando con la dieta del digiuno ma nessuno riesce a farle capire che con digiuno non si intende assenza totale di cibo. Due sere fa, in preda ad allucinazioni gastro intestinali ha spazzato gli omogenizzati dei suoi nipoti dal frigorifero.
Io sono per il metodo fai da te ed ho cominciato a farmi frullatoni e a condire qualsiasi cosa con tutti i tipi di semi esistenti, di girasole, lino, zucca, sesamo, papavero… dicono facciano tanto bene…
Certo nessuna di noi è sicura di fare la cosa giusta, dopotutto, quelle scelte, sono solo alcune delle diete esistenti: ci sono anche la kousmine, la multivitaminica, la crudista, il China Study, la personalizzata, la vegetariana, la South Beach, la dieta del respiro, del limone, della stitichezza, pancia piatta, antistress, anti gonfiore, senza grassi, ipocalorica, ipercalorica, per il diabete, Atkins, dissociata, macrobiotioca…
Al presente siamo tutte stressate, con pancia gonfia, mal di testa, troppo o troppo poco stitiche per il non sapere quale potrebbe essere la dieta giusta. Anche perché, a ben guardare, dovremmo seguirle tutte. 
Ma più diete insieme fanno un dietone per cui si perdono venti chili oppure costituiscono un infallibile metodo di acquisire peso solo annusando i cibi?
La signora Mirka, di fronte a tale dilemma, con occhi sgranati e cotonatura rigida ha detto che lei di solito mangia in caso di fame e fino a sazietà, altrimenti alla sera non riuscirebbe a prendere sonno.
Chissà, forse ha ragione lei. E’ sana, in forma e sempre allegra.
Ma allora se quello è il trucco… in quale periodo storico esattamente si è verificato il Big Bang delle proposte alimentari? E perché da bambini mangiavamo pane, zucchero e burro ogni giorno senza essere né obesi, né malati?
Boh.

giovedì 29 maggio 2014

Fantasticamente fantasy!

Grazie ai piccoli e ai grandi lettori (soprattutto piccoli!) la cui voglia di sognare ha saputo trasportare in un mondo fatato... dove sembra ci si trovi bene!
Grazie a loro per la nuova ristampa di Toried!


... “Se è per questo, non ricordo nemmeno l’ultima volta in cui il cielo è stato azzurro!” esclamò Hum rimanendo all’ingresso del grottino. “Ogni volta che salgo a Limpia, vedo il cielo opaco ed il sole debole. Riaa e le Brezze ne risentono parecchio, gli Gnomi Boschivi sono molto preoccupati”.
“Questo luogo è incantato” sussurrò Corinna incapace di distogliere gli occhi dall’acqua. Arturo annuì silenzioso percependo un’atmosfera insolita. Sentì il bisogno urgente di avvicinarsi a Corinna e dovette sforzarsi per resistere all’impulso di prenderle una mano. Ma sono diventato scemo?!!! Si rimproverò mentre un ribollimento generale lo attraversava da capo a piedi. Si concentrò solo sull’acqua, inspirando l’aria fresca del grottino. I polmoni sembrarono dilatarsi di propria volontà per immagazzinare quanto più ossigeno possibile; gli parve di essere così leggero da poter levitare. L’agitazione si placò all’istante ed Arturo osservò l’acqua nella vasca rocciosa dove si stavano formando panciute bolle… forse un po’ troppo panciute.
“Guardate lì!!” gridò Emilio inginocchiandosi sul bordo della vasca. Le bolle cominciarono a librarsi nell’aria. Hum ed Ahnonio si sedettero sornioni su due pietre piatte ai piedi della cascatella.
“Se non volete fare un altro bagno sarà meglio che vi spostiate!” suggerì Ahnonio.
I ragazzi fecero alcuni passi indietro, per quel giorno ne avevano abbastanza di acqua fredda! L’unica a non indietreggiare fu Corinna completamente rapita dal fenomeno.
“Corinna! Allontanati!” le gridò Arturo spostando l’attenzione da lei alla pozza che cominciava ad emettere suoni sinistri. La ragazzina non gli rispose.
“Corinna… ” ritentò Arturo ma Ahnonio e Hum lo trattennero per le braccia.
“Aspetta! Sta succedendo una cosa meravigliosa!” disse Hum con gli occhietti scintillanti.
All’improvviso l’acqua della pozza esplose verso l’alto in un unico getto e quando raggiunse il soffitto della grotta si dissolse in una miriade di goccioline vaporizzate che cominciarono a ricadere verso la vasca... 

giovedì 15 maggio 2014

Bellezza naturale



Ogni tanto dovremmo proprio soffermarci sulla bellezza della natura, anche solo per pochi secondi. 
Ho scattato la foto dal sedile della macchina accostata al ciglio della strada. Impossibile non immortalare un tal spettacolo!

Tramonto su risaia novarese




martedì 29 aprile 2014

Si legge!

Ieri, giornata uggiosa e turno di riposo hanno tramato per farmi partire l’embolo della lettura. Dopotutto non potevo, come tutti i lunedì, lavare i pavimenti e sbattere i tappeti, più qualche altra cosetta legata a strofinacci, polvere e così via, troppa pioggia, troppa umidità. Allora ho deciso di proseguire una lettura già iniziata ma zoppicante causa lavoro, emergenze domestiche, malesseri di stagione (vitalità da tartaruga ingessata) e ops! Ho scoperto quanto fosse piacevole quel libro! Tanto da leggerlo tutto. Ancora una riga e poi smetto, beh, tanto vale arrivare alla fine del capitolo, caspita ma ora devo sapere come va avanti. Insomma al momento di andare a letto ero urtata per averlo terminato e per non aver più niente da leggere! Credo che i medici dovrebbero consigliare una giornata di lettura alla settimana, tipo: leggi una giornata intera e dimenticherai la dentiera! No, così andrebbe bene solo per alcuni, dunque: una giornata-lettura fa risplender la tua natura! 
Tornando al libro. E’ per ragazzi, sono elastica nell’ambito letterario, si intitola: “Miss Charity”, è scritto da Marie-Aude Murail ed è pubblicato da Giunti.
1875, Charity Tiddler ha quasi cinque anni ed una famiglia stramba. Un padre quasi muto, almeno così crede Charity non avendolo mai sentito pronunciare una frase intera ed una madre che degna la figlia di attenzione solo al momento del rimprovero o del sermone. La bimba cresce nella solitudine, nella monotonia di giorni sempre uguali e nel terrore delle storie raccontate dalla propria bambinaia, un tantino disturbata.
Ok, brutto quadro, se non fosse che Charity è curiosa, intelligente, fantasiosa e trova il modo di salvarsi da un’esistenza altrimenti spenta circondandosi di amici originali: topini, ricci, ghiri, conigli, uccelli, tartarughe, insetti. La mansarda in cui trascorre la maggior parte delle sue giornate diventa un eccentrico zoo in cui la perdita di questa o quella bestiolina non è tanto motivo di lutto quanto di interesse scientifico. E così Charity, osserva, analizza, seziona, annota sul proprio quaderno le personali scoperte e trova anche il tempo di leggere opere di altro genere, come le tragedie di Shakespeare che impara a memoria e recita ai propri animali. 
L’arrivo di Mlle Legros, un’istitutrice francese, colora, in tutti i sensi l’esistenza di Charity, o come dice Mlle Legros: Cherry. Infatti sarà l’istitutrice ad insegnarle l’arte del disegno e degli acquerelli, disciplina per cui la bambina ha una predisposizione innata; è brava, molto brava e Charity può ora corredare il quaderno di deliziose e dettagliate illustrazioni basate sulle proprie osservazioni dal vivo.
La bambina cresce, diventando fanciulla e poi donna; sebbene sempre un po’ relegata nei confini della propria vita singolare, inevitabilmente si troverà ad incrociare le strade di altri personaggi, alcuni determinanti per le sue scelte future, come Herr Schmal, precettore di tedesco del cugino, altri meno significativi ma sempre piuttosto pittoreschi.
L’amicizia con gli animaletti, l’abilità nel rappresentarli, l’immaginazione costituiranno l’ancora di salvezza di Charity in una società altrimenti soffocante, ristretta, avida, ignorante.
Marie-Aude Murail racconta una storia deliziosa e lo fa con semplicità e raffinatezza al tempo stesso, con ironia e buonumore, con leggerezza ed acume.
In questo libro ho assaporato tutto, specie, nella seconda parte, le citazioni dissacranti di Bernard Shaw, (che Charity incontra personalmente per richiedere un favore personale… ) del tipo: “La felicità di un uomo dipende dalle donne che non ha sposato”, oppure: “Si paragona spesso il matrimonio ad una lotteria. E’ un errore perché, alla lotteria, ogni tanto si può anche vincere”.
Ho lasciato per ultimo lui, il grande Oscar Wilde le cui opere in quel periodo trionfavano sulle scene teatrali: “Ogni volta che la sera penso ai miei difetti, mi addormento subito”, “Non ci sono domande indiscrete. Ma lo sono alcune risposte”. E la cui genialità è prima ammirata e poi deprecata quando verrà imprigionato per omosessualità, incredibile ma vero, d’altronde, per usare parole sue:

“E’ più facile essere crudeli che divertenti”.

lunedì 7 aprile 2014

Amiamolo

Prosegue la mia campagna in difesa del nostro patrimonio artistico. Abbiamo il meglio, abbiamo tutto. 
Apprezziamolo. Salviamolo. Amiamolo. Diamo lavoro a tanti, arricchiamoci culturalmente ed anche economicamente poiché il mondo fuori dall'Italia scalpita per ammirare il nostro tesoro. Restauro, cura, rispetto e le casse dello stato ringrazieranno. Possibile che bisogna sempre ricorrere al tasto guadagno per convincerci a salvare il nostro dna culturale?
Questo nuovo slancio è dovuto alla gita fuori porta di ieri... il luogo è meraviglioso e molto noto grazie ad un riuscitissimo sceneggiato tv anche se ora che il successo televisivo è passato, il piccolo mondo di cui parlo è rientrato nei libri di storia ed il rischio polvere ed acari...
Vediamo se qualcuno lo riconosce...

Immaginiamo per un istante, una dama con il ventaglio ed un tempo lontano, nemmeno troppo...

Scesi la gradinata; il parco in primavera diventava un luogo incantato ed il castello pareva rigenerarsi insieme alla natura circostante. Le pietre risplendevano e le finestre si illuminavano al gioco dei raggi del sole che, intrufolandosi nelle raffinate stanze, le impreziosivano oltre ogni immaginazione. 





E le passeggiate nel parco, per me, erano pura gioia. Il mio era un dialogo silenzioso con gli abitanti di questo luogo; che fossero stati plasmati dalle mani di straordinari artisti o...







... dall'artista per eccellenza...


Parlo del Castello d'Agliè, in provincia di Torino e la serie tv, cui mi riferivo era Elisa di Rivombrosa.
Ma già lo sapete.